Museo archeologico di Teti Teti, via Roma – tel. 0784/68150 Ente titolare: Comune di Teti Orari d’apertura: 9.00 – 13.00 / 16.00 – 18.30 (lunedì chiuso, mercoledì e domenica solo mattino) La scelta di Teti quale sede di museo è motivata dalla presenza in questo territorio di importantissimi insediamenti del periodo nuragico, come Abini e S’Urbale dai quali fu portata alla luce una considerevole quantità di oggetti in bronzo e in ceramica. Oggi parte di quei ritrovamenti sono esposti al museo archeologico di Teti. Museo di scienze naturali di Belvì Belvì, via Roma n. 34 Ente titolare: Associazione “Amici del Museo di Belvì” Orari d’apertura: estivo 8.00 – 12.00 / 14.00 – 20.00; invernale 9.00 – 12.00 / 14.00 – 19.00 Il museo è costituito da reperti avuti in donazione ed acquistati. E’ dotato di un laboratorio di tassidermia e di classificazione contenente una biblioteca scientifica. E’ diviso in due sale e sette sezioni che sono: • Sezione mineralogica • Sezione entomologica • Sezione paleontologica • Sezione ornitologica • Sezione mammologica • Sezione erpetologica • Sezione malacologica Museo della civiltà contadina, pastorale, artigianale, della miniera e dell’emigrante Seui, via Roma (museo) – Via Sassari (carcere spagnolo) – tel. 0782/54611 Ente titolare: Comune di Seui Orari d’apertura: per appuntamento Il percorso museale che si snoda lungo i suggestivi antichi quartieri del paese, illustra le testimonianze storiche e di cultura materiale della comunità seuese, ricca di tradizioni artigianali ed impegnata dalla fine dell’800 fino agli anni ’50 in attività estrattive nelle miniere di antracite. Museo " Costantino Nivola" Orani, via Gonare 2 Tel. 0784/730063 - Fax 0784/730062 Ente titolare: Fondazione "Costantino Nivola" Orari d’apertura: mattino 9:00 – 13:00, pomeriggio 16:00 – 20:00, chiuso il lunedi mattina L’esposizione, dedicata a Costantino Nivola (Orani 1911-East Hampton 1988), ha sede nel vecchio lavatoio del paese, magistralmente ristrutturato, e nel cortile circostante, in un luogo dove è facile percepire le radici, i segnali e le ragioni dell’ispirazione più profonda di questo grande artista oranese. Le opere offrono un’antologia scultorea significativa del periodo artistico di forte intonazione culturale mediterranea (1975-1988), quando Nivola, nella rilettura dell’infanzia e dei valori della propria terra, ma alla luce dell’importante esperienza americana, vive in termini di messaggio all’umanità una nuova consapevolezza dell’essere sardo (Magna mater, Su muru pringiu, figure maschili e femminili, mestieri). Notevolissime sono le grandi madri aperte ed accoglienti, sospese come incommensurabili elementi celesti nel paesaggio e gli uomini, costituiti in statue-nuraghe semplici e potenti che si rivelano autentiche derivazioni dai guerrieri. Se il modello del monumento alla Brigata Sassari e il bozzetto murale dello showroom Olivetti (New York), documentano altre direzioni artistiche del Nivola, le originalissime terrecotte, Letti e Spiagge, sono di chiara matrice sarda. La loro produzione h stata accostata dallo stesso artista all’atto dell’impastare il pane, gesto fecondativo e ancestrale legato alla nutrizione e alla vita. Alcuni bozzetti rivelano invece una grande finezza ritrattistica. Collezione Etnografica di Aritzo Aritzo, via Marconi (Scuola Elementare) Tel. 0784/629223 oppure 0784/629058 Ente titolare: Comune di Aritzo Orari d’apertura: mattino 10:00 – 13:00, pomeriggio 16:00 – 19:00, lunedi su appuntamento La collezione documenta gli aspetti della cultura agro- silvo-pastorale, ma anche artigianali e commerciali, della Barbagia di Belvì e del Mandrolisai. Sono presenti costumi tradizionali maschili e femminili (sec. XIX-XX) riferibili a situazioni di quotidianità, festa, nozze e lutto. Un notevole numero di strumenti richiama le attività che si collegano con il bosco, la raccolta di castagne e nocciole, il prelievo della legna da ardere e del legname, la carpenteria, l’arte dell’intaglio delle cassapanche nuziali, la produzione del carbone, l’estrazione della radica. Altri strumenti legati al pastoralismo si riferiscono ai processi di lavorazione del latte, mungitura, produzione del formaggio, lavorazione della lana. Notevoli anche gli strumenti destinati alla lavorazione della cera ed al commercio itinerante aritzese dei prodotti del bosco e della notissima carapigna. Museo Etnografico "Casa Montanaru" Desulo, via Montanaru 37 Tel. 0784/619624 oppure 0784/619415 Ente titolare: Associazione "Amici del Museo di Desulo" Orari d’apertura: giorni festivi 10:00 – 12:00 / 16:00 – 20:00, diversi su prenotazione Il museo ha sede nella casa ristrutturata che fu di Antioco Casula, in arte Montanaru (1878-1957), considerato il maggiore poeta lirico in lingua sarda. La palazzina è del tipo tradizionale desulese, ma con alcuni elementi di ricercatezza nella facciata. L’esposizione documenta gli aspetti tradizionali della vita e delle attività produttive locali ed è collocata su tre livelli. Sala A: oggetti relativi alle attività del massaio-contadino, vinaio, cantina, pastore, segantino e foresta, ciabattino. Sala B: attività del muratore, falegname, biccalinna, ferraio-fabbro-maniscalco. Sala D: cucina e panificazione. Sala C: tessitura e sartoria. Sala E: costumi desulesi, particolarmente famoso il costume femminile dalle vivacissime tonalità del panno rosso, ricami in seta e tipica cuffia (su cuguddu ). L’abito, ancora parzialmente in uso, richiede una lunga e complessa fattura. E’ inoltre possibile visitare lo studio-biblioteca del Montanaru, con i circa 15OO volumi, l’archivio ed il prezioso epistolario.